A me piacciono molto i cani: quelli degli altri, visto che non ho mai avuto la situazione personale o il posto adatto che, secondo me, servono per tenere un animale nelle condizioni ideali.

Se mai fossi venuto ad abitare in Florida, probabilmente sarei stato aiutato dalla società a creare queste condizioni ideali.

Dico questo perché ieri sera, mentre cenavo in una vera istituzione americana, il cosiddetto diner (la nostra tavola calda), mi sono imbattuto in un giornaletto chiamato “Critter” che ha come missione di migliorare la difesa e la qualità di vita degli animali, incoraggiando la “proprietà responsabile” degli stessi e trovando una sistemazione agli animali in difficoltà.

Il giornaletto è pieno di buon senso e di buoni consigli su come, ad esempio, educare il proprio cane a non mordere il prossimo, e promuove una campagna attiva di castrazione al fine di ridurre il numero delle attuali vittime (circa 800.000 all’anno), in maggioranza postini e addetti alla lettura dei contatori (i ciclisti sono colpevolmente dimenticati).

Nove decimi del giornale, però, sono riempiti da spazi pubblicitari che reclamizzano tutta una serie di servizi offerti da privati e società per assicurare il benessere del miglior amico dell’uomo.

E il risultato che si ottiene incrociando le prestazioni offerte è perlomeno sorprendente.

Anzi, posso dire, senza tema di essere smentito, che più di una persona negli Stati Uniti sarebbe ben contenta di essere presa in carico dalla culla alla tomba, come succede a certi bipedi fortunati.

Addirittura non dispiacerebbe neanche a me, che ne avrei anche titolo, visto che quando giocavo a calcio sentivo spesso urlare dagli spalti: “Chi è quel cane?”

Qualche esempio, per far capire cosa intendo dire.

Alloggio: sono disponibili lussuose situazioni in cui Fido può godere di almeno 8 ore di gioco libero al giorno, con scelta fra un grande giardino recintato e locali interni con aria condizionata. Gli animali sono separati per dimensioni e temperamento.

Istruzione: prestigiose scuole insegnano al padrone come farsi ubbidire senza sottoporre il cucciolo a inutili e pericolosi stress, e al cucciolo insegnano l’obbedienza giocosa e le buone maniere.

Sanità: su questo terreno si raggiunge il culmine, che, al confronto, la riforma sanitaria di Obama è uno scherzo.

Il dottor Jeffrey Goldberg offre sia servizio a domicilio che in clinica, e si specializza in terapia con erbe e agopuntura!

Quest’ultima può aiutare il vostro cane (cito dalla pubblicità) nel caso soffra di: “artrite, displasia dell’anca, danni alla spina dorsale o nervosi, patologie muscolari, allergie, asma, problemi alle orecchie o alla pelle, problemi del tratto digestivo, malattie della vescica, insufficienza renale, attacchi di epilessia, malattie cardiache e dolore”. Mi scuso se la terminologia medica non è appropriata, ma il messaggio mi sembra chiaro. I farmacisti, dal canto loro, si impegnano a preparare prodotti ad hoc, con dosaggi alternativi, creme per uso topico, preparati oftalmici e supposte personalizzate!

Cura del corpo: una marea di istituti specializzati offrono servizi personali, che comprendono la pulizia dei denti, il lavaggio con shampoo medicato, l’uso di creme idratanti e (visto che siamo in una zona di sorgenti) i risciacqui con acqua termale profumata!

Interessante che queste cure siano offerte, oltre che ai cani, anche a gatti, conigli e rettili. Sarei curioso di vedere quanti sono quelli che fanno rifare la dentiera al cobra che tengono in appartamento, ma lasciamo perdere.

Visto poi che le due cose più importanti per l’homo floridiensis sembrano essere l’auto e il cane, è giusto che i due vengano puliti assieme.

Ed ecco che al n° 3135 della 42a strada si offre il tutto in uno: mentre passate sotto il tunnel del lavaggio auto, il cane entra in un macchinario parallelo che lo insapona, risciacqua e asciuga. Finito il ciclo, salta di nuovo su in macchina senza nemmeno lasciare le tracce delle zampe sul sedile.

Alimentazione: qui ci si spreca in un turbine di offerte alimentari, affinché il cane mangi tutte cose che, se lasciato solo, non si sognerebbe mai di mangiare. Il massimo, però, lo fa la Domino’s Pizza, una multinazionale che ha ripreso la ricetta della pizza e adesso la ripropone, peggiorata, in tutto il mondo.

Per fare pubblicità al suo (quasi unico) prodotto, si affida alla bella immagine di un barboncino, con lo slogan: “Vi consegniamo a casa il piatto preferito del vostro cane – la pasta per pizza Domino!”.

Ora, non è chiaro se assieme alla pizza vi portino a casa un pizzetta anche per il cane o se il cane debba mangiarsi i resti, ma il messaggio è che se il prodotto è buono per il cane, deve essere buono anche per il suo padrone!

Trasporti: la rivista ricorda giustamente che un animale libero in auto può essere molto pericoloso per l’incolumità dei passeggeri in caso di incidente.

Così, oltre alle obsolete reti di protezione, propone una serie di moderne cinture di sicurezza e imbracature carissime, ma specialmente adattate ai cani.

Terza età: quando non ce la fate più a garantire al cane una vita sociale adeguata e abbondante esercizio fisico, ecco che compare la casa di riposo canina al 2431 della 41a strada: l’animale viene seguito e fatto giocare, e voi l’andate a trovare nel fine settimana. Se siete in vacanza, gli mandate una cartolina.

E quando, nonostante l’agopuntura, la natura fa il suo corso, ecco pronta una bella offerta per la cerimonia funebre, che si assicura essere personalizzata, partecipativa (?) e soprattutto “non confessionale” (in originale non-denominational).

A questo punto mi è venuto un dubbio: ma adesso in America anche i cani sono mormoni, ebrei, cristiani e mussulmani? E forse i cagnacci che mi inseguivano nelle strade di campagna della Luisiana volevano solo discutere le tesi di Lutero? O il dogma dell’infallibilità del Papa?

Mi è capitato di vedere due cani disputarsi un osso, ma mai e poi mai mi sarei immaginato che la traduzione del loro ringhiare fosse:

Cane 1: Molla l’osso, cagnaccio metodista

Cane 2: Mollalo tu, pulcioso pentecostale

Cane 1: Come osi, figlio di luterana che crede nel servo arbitrio?

Cane 2: Io almeno sono un cane “pastore”!

Cane 3: Smettetela di litigare, mormoni che non siete altro e dividetevi l’osso come insegna la nostra eterna guida zen, il Grande Cagnone!

Assieme a tanti dubbi, adesso ho almeno una certezza.

In inglese Grande Cagnone si dice sicuramente “Grand Canyon”.

Ps: domani il blog “riposa”. Ma potete continuare a mandare suggerimenti per il nome con cui battezzare la bicicletta.

O con un commento, o con una mail a emilio.dalmonte@gmail.com

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