Sono passati ormai due anni da quando ho attraversato gli Stati Uniti d’America, da costa a costa, in bicicletta. Fra marzo e maggio 2010, tenni un blog sul quotidiano “La Stampa” al fine di documentare quell’esperienza. La pubblicazione, sotto forma di libro, degli articoli che scrissi, diventa ora l’occasione per qualche riflessione postuma sul senso di quella avventura e sul paese che vi fece da sfondo: un grande paese in tutti i sensi, interessante e bellissimo, che io per primo credevo di conoscere abbastanza bene, ma che, pure, tante sorprese mi ha riservato.

Il che non fa che confermare quanto scrisse Guido Piovene nella introduzione al suo libro “De America” del 1953: “Viaggiare dovrebbe essere sempre un atto di umiltà”. L’umiltà, dico io, di voler capire, di essere pronti a mettere in dubbio le proprie certezze, basate su conoscenze lacunose o improbabili e l’umiltà di ammettere che le proprie sono semplici considerazioni personali, tinte di soggettività, quindi imperfette.